cassazione

 

* La proprietà del vano sottotetto si determina in base al titolo ed in difetto in base alla sua funzione (Cass. civ., sez. II, 26 febbraio 2021, n. 5441).

* Il raggiungimento della maggiore età da parte del figlio economicamente non ancora autosufficiente incide sul riconoscimento del diritto al mantenimento (Cass. civ., sez. I, 14 agosto 2020, n. 17183).

* Le somministrazioni del vitalizio alimentare debbono essere prestate soltanto dall’obbligato (Cass. civ., sez. II, 20 gennaio 2020, n. 1080).

* Il mediatore ha diritto alla provvigione verso chi gli ha affidato l’incarico, se questi non si è dichiarato rappresentante di altri (Cass. civ., sez. III, 28 ottobre 2019, n. 43699).

* I limiti dell’ordine pubblico interno: non tutte le sentenze straniere possono entrare dalla porta del nostro ordinamento giuridico (Cass. civ., sez. un., 8 maggio 2019, n. 12193).

* Ritrovato l’equilibrio interpretativo in tema di assegno divorzile (Cass. civ., sez. un., 11 luglio 2018, n. 18287).

* La Cassazione rivoluziona il criterio di riconoscimento del diritto all’assegno divorzile (Cass. civ., sez. I, 11 maggio 2017, n. 11504).

* L’esecutore testamentario dura in carica sino a che non siano state eseguite esattamente tutte le ultime volontà del testatore (Cass., civ., sez. II, 14 giugno 2016, n. 12241).

* La donazione di beni altrui è nulla (Cass. civ., sez. un., 15 marzo 2016, n. 5068).

* Il comodato della casa destinata a residenza familiare del figlio può risolversi ante tempo se questa è la volontà delle parti (Cass. civ., sez. I, 24 novembre 2015, n. 23978).

* La Cassazione interviene a proposito della tutela del terzo acquirente per il rilascio della casa coniugale già assegnata in uso (Cass. civ., sez. I, 22 luglio 2015, n. 15367).

* Alla formazione di un legame familiare di fatto stabile da parte del coniuge divorziato consegue la perdita definitiva dell’assegno divorzile (Cass. civ., sez. I, 3 aprile 2015, n. 6855).

* Con recente sentenza delle sezioni unite civili della Suprema Corte di Cassazione, attesa da tempo, si è messa la parola fine ad una questione annosa:  l’impresa familiare di cui all’art. 230 bis c.c., è incompatibile con la disciplina delle società di qualunque tipo (Cass. civ., sez. un., 6 novembre 2014, n. 23676).

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* I buoni postali fruttiferi cointestati con pari facoltà di riscossione debbono essere pagati a vista per intero e con gli interessi, alla presentazione presso l’ufficio postale emittente, senza che sia necessaria la quietanza del cointestatario (Corte d’Appello di Milano, sentenza 25 ottobre 2017).

* La violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta violazione che normalmente determina l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza e sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile, salva la facoltà di questi di provare che la crisi coniugale era già irrimediabilmente in atto (Corte d’Appello di Ancona, Sentenza 19 settembre 2017).

* L’omesso versamento dell’imposta I.v.a., dovuto in base alla dichiarazione annuale, per importo non superiore ad €. 103.291,38=, per ciascun periodo di imposta, commesso sino al 17/9/2011, non costituisce reato (Corte d’Appello di Bari, Sentenza 19 maggio 2014).

 

* L’autore della fotografia tutelato solo se ricorre originalità della suggestione evocata (Tribunale di Milano, sezione specializzata, Sentenza 23 aprile 2020)

* Il drammatico scambio per errore degli embrioni nell’ambito di una fecondazione medicalmente assistita: prevale la madre partoriente (Tribunale di Roma, sezione I civ., Sentenza 10 maggio 2016).

* Le relazioni investigative private valgono come prova se non sono specificamente contestate (Tribunale di Milano, sezione IX civ., Sentenza 1° luglio 2015).

* La clausola di pari facoltà di riscossione contenuta nei buoni postali fruttiferi comporta il diritto di ciascun contitolare al rimborso per l’intero (Tribunale di Lecco, Sentenza 20 febbraio 2015).

* Secondo il Tribunale di Milano, sezione IX civ., Ordinanza 7 ottobre 2014, i figli minori possono essere collocati ad abitare stabilmente presso i nonni, ove il giudice della separazione coniugale dei genitori lo ritenga il luogo più adatto al loro sviluppo psico-fisico (art. 337 ter c.c.).